
Ogni pizza viene visionata dopo la cottura, per evitare che arrivino in tavola basi bruciate. Intorno ai 20 euro il prezzo bevande escluse. L’anima partenopea emerge anche dagli antipasti in carta.
La Storia
Angelo Pezzella è oggi un personaggio pubblico, in quanto è uno dei pizzaioli napoletani più rinomati della Capitale. Questo sembrerebbe essere un controsenso, perché Roma è sempre stata famosa per il suo tipo di pizza, la romana appunto, che si distingue da quella partenopea per essere bassa e croccante, con un cornicione (ossia un bordo) ridotto, rispetto a quelli rigonfi della vicina Napoli. Ma è vero che la pizza napoletana, che resta più morbida e umida, ha saputo ritagliarsi un ruolo importante a livello nazionale, anzi direi mondiale; tanto che quando si pensa alla pizza o si parla di pizza, oggi spesso si intende appunto la versione partenopea di questo lievitato, estremamente facile da realizzare, perché si tratta in fondo di acqua, farina e lievito; eppure così versatile che può presentarsi nelle forme codificate dalla tradizione più che centenaria; oppure dare vita a pizze gourmet con topping sorprendenti per gli accostamenti.
Le Pizze
Con la riapertura, avvenuta intorno al 18 maggio scorso, dopo il lockdown, Pezzella non solo ha ristrutturato lo spazio esterno ampliandolo, per consentire il distanziamento dei tavoli sia all’interno del locale che all’esterno; ma ha accompagnato la ripresa dell’attività con un menù aggiornato, inserendo le cosiddette pizze speciali, che nella sua ottica intendono rafforzare il legame storico con la tradizione dei pizzaioli napoletani.
